Davanti ai cambiamenti del mercato globale, c’è chi sceglie di allargare il raggio d’azione. Altri hanno fatto il contrario: hanno ristretto il campo, definito meglio il proprio ruolo, individuato un materiale, un processo, una competenza da portare fino in fondo. Scussel Eyewear appartiene a questa seconda categoria.
Ad Agordo, nel cuore di un territorio che continua a parlare la lingua della produzione, l’azienda ha scelto negli anni di concentrarsi su una nicchia precisa: l’occhiale in titanio. Non come una variante tra le altre, ma come piena specializzazione. Solo titanio, solo conto terzi. Una scelta che ha ridisegnato il modo di lavorare e di stare nella filiera.
Barbara Scussel e il figlio Nicola lo dicono senza girarci attorno: “seguivamo le linee produttive di diversi materiali, però poi, vista la richiesta sempre più considerevole del titanio, abbiamo deciso di focalizzarci solamente su questo, in modo da garantire al cliente qualità molto elevata”.

Una storia che parte da lontano
La storia di Scussel Eyewear comincia molto prima del titanio. Comincia con Barbara, che entra in fabbrica a sedici anni, ad Agordo, come operaia. Poi arriva il 1989, l’apertura della partita IVA come ditta individuale, e nel 1992 la trasformazione in società con il marito Carlo.
“Siamo sempre qua”, dice Barbara, tenendo insieme in poche parole più di trent’anni di lavoro, passaggi, adattamenti, crescita graduale. Nel 2001 entra in azienda anche il figlio Nicola, che oggi segue direttamente attrezzature e impostazione tecnica.
Dai primi anni nel garage di casa, l’azienda si è strutturata mantenendo l’impronta familiare, fino all’attuale organizzazione, con una decina di persone e un lavoro orientato alla qualità più che ai volumi. Prima del titanio, l’attività era concentrata sulla saldatura di componenti per l’occhialeria, ed è proprio da questa base tecnica che, nel 2009, prende forma la svolta verso una nuova specializzazione.

2009: salto nel vuoto (e nel buio)
Quando Barbara e Nicola parlano dell’inizio della lavorazione del titanio, non usano mezzi termini: “È stato un salto nel vuoto e nel buio”. È il modo più diretto che trovano per raccontare la decisione di spostarsi su un materiale con logiche diverse, dentro un contesto che stava cambiando, e senza poter contare su automatismi già consolidati. Una scelta fatta per costruire una strada differente nella produzione conto terzi, entrando in una nicchia esigente, dove la tecnica e il saper fare sono imprescindibili.
All’inizio, spiegano, è stato molto difficile. “Abbiamo dovuto proprio rovesciare il nostro modo di lavorare. Cambiare la mentalità completamente”. Si trattava di ripensare regole, attrezzature, pulizia, precisione, scelta dei materiali, costanza nell’esecuzione. Tutto quello che prima poteva essere tollerato, con il titanio smetteva di esserlo.

Il titanio: leggero da indossare, severo da lavorare
“Il titanio è un materiale affascinante e difficile, che vuole essere trattato con cura: richiede metodo, pulizia, precisione e continuità. Per un corretto assemblaggio i componenti devono combaciare perfettamente”.
La saldatura avviene con la tecnica dell’elettroinduzione, attraverso una scarica elettrica tra un elettrodo superiore e uno inferiore, che genera temperature molto alte. Anche una minima imperfezione diventa un problema. Non è una lavorazione che consente di correggere dopo, con facilità. “Tutto il processo richiede accorgimenti specifici: utensili diversi, prodotti antigrippanti, e soprattutto un’estrema attenzione alla precisione.”
È proprio questa severità tecnica a spiegare il suo valore: una volta lavorato correttamente, il titanio restituisce leggerezza, elasticità e comfort, oltre ad essere anallergico. “A volte non si sente neanche addosso. Chi lo indossa poi fa fatica a tornare indietro”.

Quando il progetto incontra la filiera
“Siamo sempre stati terzisti, specializzati come terzisti”: per loro il conto terzi non è una posizione periferica, ma una forma precisa di competenza industriale. Scussel Eyewear segue direttamente quasi tutto il processo di lavorazione, integrando al tempo stesso competenze esterne quando il prodotto lo richiede, come ad esempio per la verniciatura.
Su un materiale come il titanio, infatti, il lavoro si costruisce anche nel dialogo con altri specialisti della filiera. È il caso della collaborazione con D.F., coinvolta nei progetti fin dalle prime fasi per valutare la fattibilità e trovare soluzioni tecniche. “Quando si chiede qualcosa, hanno già la risposta. In una telefonata ci capiamo”. Un confronto tecnico cominciato quindici anni fa, quando Scussel Eyewear muoveva i primi passi nella lavorazione del titanio.

Fedeli alla sfida
La difficoltà di lavorazione del titanio riduce i margini di errore e mette alla prova la capacità di trovare soluzioni. “È una sfida continua”, dicono Barbara e Nicola. “Siamo più focalizzati sul risultato che sui tempi. Prima di arrenderci ce ne vuole”.
In questo sta ancora oggi una parte della forza del Made in Italy: nella disponibilità a restare dentro ai problemi finché non si trova una soluzione. Anche quando la strada è meno lineare. Anche quando altri, davanti allo stesso punto, preferiscono fermarsi.

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«Abbiamo un’idea» è una delle nostre frasi preferite, perché mette in moto il nostro meccanismo di creazione. Non esiste una strada tracciata, un percorso da seguire: il sentiero per arrivare al risultato desiderato, oltre le aspettative, lo creiamo insieme, unendo le nostre abilità tecniche alle tue idee migliori.
LAB è il nostro laboratorio, perfetto per chi nell’occhialeria d’eccellenza vuole spingersi oltre i limiti, creare e dare vita a qualcosa di unico.

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